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27 luglio 2017 Arriva al Parlamento la Relazione sullo stato di salute dell’Ambiente

Arriva al Parlamento la Relazione sullo stato di salute dell’Ambiente

La relazione sullo stato di salute dell’ambiente rappresenta un utile aggiornamento sui principali indicatori ambientali del nostro Paese ma anche uno strumento utile a chi desidera approfondire sotto il profilo scientifico la situazione dell’ambiente italiano


Lo scorso 6 Luglio è stata trasmessa al Parlamento la tanto attesa Relazione sullo stato di salute dell’Ambiente del nostro Paese. Il documento succede la precedente relazione che risaliva a ben 8 anni prima, datata 2008.

Il documento è stato realizzato abbracciando le linee guida del modello DPSIR (Driving forces, Pressures, State, Impacts, Responses): tale modello descrittivo mira ad individuare le sequenze di causa-effetto delle interazioni tra i sistemi economici, politici e sociali con le componenti ambientali in modo da fornire una visione più ampia e completa mirata allo sviluppo di politiche di tutela ambientale.

La relazione sullo stato di salute dell’ambiente rappresenta un utile aggiornamento sui principali indicatori ambientali del nostro Paese ma anche uno strumento utile a chi desidera approfondire sotto il profilo scientifico la situazione dell’ambiente italiano.

Un lavoro che consente di avere una visione a 360° del nostro territorio e della sua biodiversità, dei suoi punti di forza e delle sue debolezze. Di seguito citiamo i più significativi.

Tra i punti positivi, l’Italia è, ad esempio, tra i paesi in cui si registra maggior efficienza energetica, con tecnologie e performance che ci collocano all’avanguardia su scala mondiale.

Rispetto alle criticità, invece, l’Italia risulta ancora in ritardo rispetto il settore rifiuti, depurazione e qualità dell’aria nelle città.

 

La Relazione sullo Stato dell’Ambiente 2016 è stata realizzata sotto la direzione del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Il progetto e il coordinamento editoriale e scientifico sono stati curati da esponenti dell’ISPRA in collaborazione a un comitato di esperti accademici provenienti dalle Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Istituto Nazionale di Astrofisica, Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Università degli Studi di Napoli Federico II.

Altri enti coinvolti sono stati l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie l’energia e lo sviluppo economico sostenibile - ENEA, Agenzia Spaziale Italiana - ASI, Associazione Nazionale Comuni Italiani - ANCI, Associazione Nazionale per le Bonifiche Irrigazioni e miglioramenti fondiari.

 

È possibile leggere la Relazione in versione integrale qui

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